«Le grandi vittorie Lancia non nascevano per caso, né dall’eroismo dei suoi equipaggi, bensì dal metodo e dalla bontà del progetto». A parlare è il quattro volte campione italiano Andrea Crugnola, 36enne di Calcinate del Pesce, iscritto n.1, con l’amico di Biumo Andrea Sassi, al 34esimo Rally dei Laghi. Da ieri, giovedì 29 gennaio, l’evento motoristico di scena sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo ha aperto la lista delle adesioni: si chiudono il 20 febbraio.
NEL PRINCIPATO
L’auto che il pilota varesino ha sviluppato con Miki Biasion rappresenta l’anello di congiunzione tra passato glorioso e futuro: è Lancia Ypsilon Rally2 1600 turbo da 300 cavalli. E con gli occhi che sprizzano gioia Crugnola racconta la sua avventura vissuta pochi giorni fa al Montecarlo.
«Stellantis Motorsport mi ha convocato nel Principato – spiega – come apripista nella prova show a Montecarlo, sabato sera, sui 2.700 metri parte del circuito utilizzato nel Gran Premio di Monaco di Formula 1. Emozione guidare Lancia al ritorno alle gare. E con la pioggia la scivolosità dell’asfalto monegasco ha favorito sbandate, tanto applaudite. Sensazioni straordinarie che ricorderò a lungo grazie alla folla presente e per il prestigio legato alla storia Lancia a Montecarlo». «Ora ci prepariamo per altri test in vista del tricolore che scatta a marzo – conclude Crugnola – e il Laghi potrà fungere da ottimo terreno per la miglior messa a punto della nuova Ypsilon». Che sulle strade del Varesotto farà il suo debutto in Italia.
L’INEDITA DI FABIASCO
Lo sguardo degli appassionati ora è puntato sul percorso del Laghi. Partenza nel centro di Luino, assistenza alla Colacem Caravate e riordini a Maccagno e Ponte Tresa. Due prove speciali il sabato e cinque la domenica: in tutto 287 km, di cui 68 km di prove speciali e 16 controlli orario. Confermata, con doppio passaggio, la Forcora sopra Maccagno, la Valganna da Ganna, Boarezzo a Ghirla e il Sette Termini da Montegrino a Fabiasco. Prova speciale inedita è la più lunga e selettiva, una sorta di “ronde di Fabiasco”: partendo dal piccolo borgo transita da Castendallo, sale al Sette Termini e ridiscende verso la frazione di Cugliate. Qui i 13.400 metri sono costellati da una miriade di tornanti in salita e discesa e vari cambi ritmo. Azzeccata la scelta di porla come ultima e decisiva prova, lasciando l’esito della gara in sospeso fino all’ultimo momento, prima della premiazione e festa sul palco ai Giardini Estensi di Varese.
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