Il 2020 è andato in archivio con un rilevante calo del volume di affari del 5,6% rispetto al 2019 ma in questo 2021 l’edilizia sta vivendo un positivo effetto rimbalzo.
Secondo i dati di Unioncamere Lombardia in collaborazione con la sezione regionale di Ance (Associazione nazionale costruttori edili) relativi al primo trimestre dell’anno, le aziende hanno registrato una crescita del volume d’affari del 10,1% rispetto allo stesso periodo del 2020. E lo stato di salute del comparto dopo un anno difficile è confermato dal confronto con i livelli pre-crisi da Covid-19: l’indice del volume d’affari mostra infatti un incremento del 5% rispetto alla media del 2019. Quali sono le aspettative degli imprenditori per il prossimo trimestre?
A prevalere è il clima di fiducia. «Le imprese lombarde delle costruzioni stanno mostrando una grande capacità di reazione, dopo essere state colpite duramente nella prima fase dell’emergenza sanitaria», afferma il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio. «La pandemia ha ridefinito le esigenze abitative e la casa sta assumendo una rilevanza crescente nelle priorità delle persone, mentre diventa centrale il tema della riqualificazione energetica degli edifici. L’edilizia e tutte le attività di cantiere possono davvero fare da traino per l’economia lombarda, grazie all’effetto moltiplicatore sull’intera filiera».
Non mancano alcune delle criticità. A cominciare dal rincaro dei materiali, «principale problematica che va risolta con urgenza», sottolinea il presidente di Ance Lombardia, Tiziano Pavoni. La rapidità della ripresa della domanda sta infatti generando tensioni sui mercati delle materie prime e dei semilavorati, causando forti rincari e difficoltà di reperimento dei materiali anche nella filiera edile. Complessivamente il valore aggiunto generato dal settore in Lombardia è di oltre 14 miliardi, con 130mila imprese attive nel 2020 che danno lavoro complessivamente 290 mila addetti. A questo proposito, la forza lavoro è stabile rispetto al 2019 e rappresenta il 7% del totale di lavoratori impiegato dalle imprese lombarde, con punte che superano il 10% nelle province di Bergamo, Pavia, Sondrio e Lodi.













